Rsa in crisi fra costi insostenibili e rette bloccate. L'appello di Upipa alla Pat: "Servono subito soluzioni e uno sguardo di lungo periodo"
Le Apsp, viene spiegato “sono già al massimo dell’efficienza e hanno limato ogni possibile costo. Se qualcuno parla ancora di efficientamento deve avere il coraggio di dire che parla di tagli: che a quel punto sarebbero sul personale? Sui pasti? Sui presidi sanitari? Sulle manutenzioni?”

TRENTO. Si deve abbandonare il blocco delle rette alberghiere e allo stesso tempo è indispensabile uscire da un logica di fine anno del contributo per ripianare i bilanci delle Apsp. Sono questi alcuni dei punti che la presidente di Upipa, Michela Chiogna, ha messo sul tavolo durante l'assemblea sui soci con la presenza dell'assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina avvenuta nei giorni scorsi.
All’ordine del giorno, oltre alla programmazione e ad alcune indicazioni per il 2024, c’era il tema delle quote sanitarie e delle rette. Su questo argomento, Upipa ha recentemente incontrato anche l’Associazione Familiari Rsa_Unite per illustrare un principio non più procrastinabile: è indispensabile uscire dalla logica del contributo a fine anno per ripianare i bilanci delle Apsp e ragionare, al contrario, sull’adeguamento strutturale – e proporzionale all’inflazione – della quota sanitaria a carico della Provincia.
Allo stesso modo, è stato spiegato da Upipa “serve abbandonare il blocco delle rette alberghiere (a carico delle famiglie). Il blocco è in vigore dal 2015 ma è chiaro che ogni costo è aumentato in questi quasi 10 anni: costa di più fare la spesa, costano di più le bollette e costa di più anche gestire le Case di riposo a cui, però, viene chiesto di 'ignorare' il fenomeno”.
Per quanto concerne la gestione caratteristica, ovvero l’attività per cui le Apsp esistono cioè l’assistenza agli anziani, tutte sono in negativo. “Chi vanta bilanci in positivo – spiega Upipa - beneficia in realtà di rendite patrimoniali (ad esempio affitti): certo una condizione invidiabile ma, altrettanto certo, non un modello replicabile per chi tali fortune non le possiede”.
E' ovvio che in questo contesto, ovviamente, maggiore sarà l’impegno della Provincia sulla quota sanitaria e minore potrà essere l’incremento sulle rette alberghiere. L’impegno sulle quote sanitarie non può ignorare l’invecchiamento della popolazione e l’aggravamento delle patologie.
“La logica del ripianamento dei bilanci a fine anno, infine, pone le Case di riposo nella condizione di non poter pianificare né gli investimenti né l’attività ordinaria” ha ribadito Chiogna.
Un altro tempo ripreso da upipa è quello che riguarda parola “efficientamento” che “deve essere tolta da dibattito. Le Apsp, viene spiegato “sono già al massimo dell’efficienza e hanno limato ogni possibile costo. Se qualcuno parla ancora di efficientamento deve avere il coraggio di dire che parla di tagli: che a quel punto sarebbero sul personale? Sui pasti? Sui presidi sanitari? Sulle manutenzioni?”














